:: La Storia del Calcio Catania
“pasticciaccio” della radiazione dal calcio professionistico. Una vicenda resa ancor più incandescente dal ricorso al Tar di Massimino, infuriato per un declassamento dovuto formalmente al ritardo nell’iscrizione per motivi finanziari. Alla fine, tutto risultò vano. Il Catania ripartiva dall’Eccellenza, dove veniva “ripescato” a stagione iniziata, mentre nel Campionato Nazionale Dilettanti giovaca il Catania Calcio Club, appena costituito dal gruppo-Proto proprietario dell’Atletico Leonzio. Nel 1994, il Catania veniva iscritto al Campionato Nazionale Dilettanti e si apriva il curioso e non sempre pacifico dualismo (soprattutto nell’utilizzazione del Cibali) tra il club di Massimino e l’Atletico Catania. Dai Dilettanti alla C2 in una stagione, poi l’anno dopo, il 4 marzo 1996, la tragica morte in un incidente stradale del presidentissimo Massimino chiudeva definitivamente un’era del calcio rossazzurro. Il presente è il nuovo Cibali, un gioiello restaurato e rimesso a nuovo (i lavori si sono conclusi nell’agosto del 1997), col conforto di una nuova ambiziosa proprietà: il 25 maggio 2000, dopo venticinque anni di gestione dei Massimino, il Catania passava nelle mani di Luciano Gaucci, tramite la società inglese Winpol. Nel giugno del 2002, il sospirato ritorno in B. La permanenza nella serie cadetta per la squadra rossazzurra passa dalle mani della giustizia ordinaria e sportiva che, dopo un'estate di tribolazioni, assegna al Catania la vittoria a tavolino contro il Siena. Ciò permette agli etnei di attestarsi al 16° posto mantenendo la serie B. L'anno successivo, in un inedito torneo a 24 squadre, la conquista del 9° posto. Il 2004 sancisce il passaggio di proprietà dalla famiglia Gaucci all'imprenditore catanese Antonino Pulvirenti.
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