:: La Storia del Calcio Catania
poi partito per il Bologna, e il giovanissimo Cordova, raffinato regista. All'inizio di quest’era felice il grido di un radiocronista della Rai, che collegandosi dallo stadio di Catania annunciava al mondo che i rossazzurri stavano mettendo sotto la Grande Inter di Herrera: “Clamoroso al Cibali! Il Catania ha segnato!”. Tuttavia proprio la cessione dell’asso brasiliano Cinesinho alla Juve, nel 1965, minò le fondamenta tecniche del complesso,che alla fine della stagione salutava la Serie A. Nel 1969 si apre una nuova era: a Marcoccio, diventato presidente, subentra Angelo Massimino, straordinaria figura di industriale (emigrante in Argentina da giovane, aveva fatto fortuna e tornato a casa, l’aveva replicata con l’impresa edile messa su assieme ai fratelli) e di sportivo. Conquistò subito la Serie A, per una fugace apparizione.L’immediata retrocessione del 1971, gli anni delle gesta di Romano Fogli, grande regista in chiusura di carriera, fecero da preambolo al nuovo scivolone in C, nel 1974. Si apriva un lungo periodo di alternanza tra B e C1, con la “perla” di un altro ritorno in A, nel 1983, dopo gli spareggi (con la carovana dei quarantamila tifosi a colorare di rossazzurro l’Olimpico di Roma nella “finale” con la Cremonese). Era la squadra del genietto Mastalli, divenne quella del fallimeto dei brasiliani Pedrinho e Luvanor e del pronto ritorno in B, che riapriva l’era dei saliscendi tra i cadetti e la C1. Nella stagione 1986/87 la crisi, Massimino viene sostituito da una cordata di politici capeggiata da Attaguile. Il campionato si conclude con la retrocessione dalla serie B alla C1. Dal 1988 alla stagione 1991/92 la squadra mantiene la categoria ottenendo piazzamenti che variano dal 15° al 6° posto. Nella stagione 1992/1993, con il ritorno alla presidenza del Cav. Massimino
< Indietro
Avanti >