Lo stadio che accoglie ed esalta il Catania ed i catanesi, roccaforte di un grande e sincero sentimento, è intitolato dal 20 giugno 2002 ad Angelo Massimino, storico Presidente del club dell’Elefante a più riprese, tra il 1969 ed il 1996. Il riconoscimento della città alla figura del compianto “Cavaliere”, scomparso in un incidente stradale quand’era di rientro dall’ennesimo lungo viaggio in auto necessario per ribadire le solari ragioni del Catania, vale da ringraziamento per l’opera generosa: per lunghi decenni, Angelo Massimino è stato “uomo solo al comando”, appassionatamente impegnato nel tentativo di far emergere l’unica vera squadra del cuore dei catanesi sulla scena del calcio nazionale. A tanti le tante parole, da lui i fatti degli anni che furono.

CLAMOROSO AL CIBALI

La prima denominazione dell’impianto di Catania che sorge in Piazza Spedini è originata dal quartiere cittadino che lo ospita: Cibali. Venne inaugurato domenica 28 novembre 1937 in occasione di AFC Catania-Foggia, gara valida per la nona giornata del Girone E del Campionato di Serie C: finì 1-0, al 33’ il gol di Raffaele Pulzone, che passò così alla storia come primo marcatore in una gara ufficiale sul nuovo rettangolo verde tanto desiderato dalla città. Nell’estate del 1940, il Cibali diviene “Stadio Italo Balbo”, un cambiamento temporaneo che durerà fino alla caduta del fascismo. Il 4 giugno 1961, secondo la fonte più accreditata, viene coniata una delle espressioni più significative del gergo calcistico italiano: un giovane Sandro Ciotti, in collegamento da Catania durante la trasmissione radiofonica “Tutto il Calcio minuto per minuto”, sottolinea così l’impresa del Catania-Davide, che nello straordinario clima dello stadio amico surclassa l’Inter-Golia con un netto 2-0: “Clamoroso al Cibali”. Da quel momento in poi, “Clamoroso al Cibali” significherà impresa (sebbene con poche speranze, i blasonati nerazzurri lottavano ancora per lo scudetto, in quella torrida giornata di campionato), riscatto (l’allenatore dell’Inter Helenio Herrera, dopo la gara d’andata stravinta dai suoi, avrebbe definito il Catania una squadra di “postelegrafonici”) ed esaltazione, scandita dai gol di Castellazzi e Calvanese, da stop acrobatici a ridosso della panchina avversaria e da prolungati “torelli”, esercizio di supremazia tecnico-tattica in un pomeriggio indimenticabile. L’ultimo intervento di ristrutturazione dei locali interni e ridefinizione degli spazi fu effettuato in occasione delle Universiadi del 1997.

UNO DEGLI STADI PIU' SICURI D'ITALIA

La Commissione Provinciale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo ha certificato una capienza effettiva di 20.016 posti a sedere, così suddivisi per settore: Tribuna A (coperta) 3.243 posti, Tribuna B 4.502 posti, Curva Sud 5.865 posti, Curva Nord 5.406 posti, Settore Ospiti 1.000 posti. Concluso il periodo di squalifica del campo legato ai disordini del 2 febbraio 2007, che causarono la scomparsa del valoroso Ispettore Capo della Polizia di Stato e medaglia d’oro al valor civile alla memoria Filippo Raciti, il Calcio Catania ha inteso riconsegnare alla città uno stadio definito da più parti, oggi, tra i più sicuri d’Italia. Per permettere ai tifosi di tornare a godere dello spettacolo sportivo in condizioni di assoluta sicurezza, il Calcio Catania ha curato infatti, a proprie spese, i lavori di adeguamento necessari alla luce delle rigorose modifiche normative. Lo stadio “Massimino” è attualmente dotato di 8 varchi d’accesso, 32 tornelli elettronici per il riconoscimento dei titoli e l’accesso degli spettatori, 9 uscite d’emergenza, 11 telecamere interne, 69 telecamere esterne, 12 postazioni in sala regia con 23 monitor per la videosorveglianza. Gli elementi di separazione interna dei settori raggiungono l’altezza di 3,5 metri, ben al di sopra dello standard di riferimento, e sono provvisti di offendicola. In media, in occasione delle partite casalinghe, sono impegnati 220 steward.

CURIOSITA'

Il 16 dicembre 1956, il Catania giocò un’amichevole di prestigio, l’impianto di Piazza Spedini diede asilo politico-sportivo al club più forte del mondo, all’epoca: la mitica Honved Budapest trascinata dal fuoriclasse Ferenc Puskas, tra i migliori tiratori di ogni tempo. Puskas regalò alla platea del Cibali, nell’occasione, una rete da 50 metri.

Nel febbraio del 1957, si tenne al Cibali il primo ‘Corso Federale per allenatori di calcio’.

È stato anche lo stadio della Jolly Componibili Catania, la squadra di calcio femminile che ha vinto lo scudetto nel 1978.

Il 3 ottobre 1993, più di 10.000 tifosi del Catania furono presenti allo stadio Cibali, nonostante sapessero che il Giarre, avversario designato dai calendari di Serie C1 girone B ridefiniti dal T.A.R., non si sarebbe presentato ma sarebbe invece sceso in campo ad Avellino, seguendo l’indicazione della Federcalcio. Infine si giocò, dopo i tempi di attesa regolamentari, un’amichevole con i dilettanti della Libertas Palestro. Al di là dell’ormai superata contrapposizione storica, un messaggio è di eterna attualità: i tifosi del Catania vanno allo stadio per il Catania e sono la prima forza del Catania.

Il 28 gennaio 1998, il Cibali ospitò per la prima volta la Nazionale italiana di calcio. Gli azzurri vinsero per 3-0 contro la Slovacchia, in amichevole: autorete di Timko, gol di Del Piero e sigillo finale di Di Matteo.

Il 13 febbraio 2002, nello stadio di Piazza Spedini, Italia-Usa 1-0: ancora di Del Piero, la rete decisiva.

Nella notte di festa tra il 9 ed il 10 giugno 2002, di rientro da Taranto dopo aver conquistato la promozione in Serie B, il Catania venne accolto allo stadio dal pubblico in delirio, come in pieno giorno: circa 15.000 catanesi al Cibali, alle 2, non per una partita ma per la maglia e per il sano orgoglio.



 

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