Approfondimenti   giovedì 9 novembre 2017

Giovanni Marchese: "Scendiamo in campo con una città intera che non merita questa categoria"

Partendo dalla positiva prestazione offerta martedì pomeriggio allo stadio "Torre", Giovanni Marchese analizza il momento del Catania evidenziando la necessità della continuità di risultati per coltivare ambizioni: “A Pagani sono entrato in campo con la voglia di incidere e di lasciare un segno positivo  sulla partita, tutto è andato bene anche grazie alla squadra che stava cominciando a pressare ed ha fatto sì che anche io potessi dire la mia. Sono felicissimo quando si vince e quando faccio fare gol, è come se lo facessi io. Le nostre  motivazioni sono tantissime, la principale è riportare il Catania dove merita. Quando giochiamo, scendiamo in campo con una città intera che non merita questa categoria, gara dopo gara speriamo di farcela.  Il cammino è lungo, bisogna pensare alla singola partita, volta per volta, con la consapevolezza che bisogna dare sempre il massimo. In squadra abbiamo tanti ragazzi con caratteristiche diverse, in avanti sia Di Grazia che Russotto saltano l’uomo e la squadra riesce ad avanzare di alcuni metri. Non fa differenza giocare con l’uno o con l’altro, sono entrambi ottimi giocatori così come chi è in panchina. Dobbiamo cercare di adattarci ai moduli che il mister propone, ultimamente abbiamo fatto più gol con il 4-3-3 ma con il 3-5-2 abbiamo creato tante occasioni come a Reggio, potevamo benissimo farne altrettanti ma la palla non è entrata. I numeri sono una casualità, dipende da come si scende in campo, dalla voglia che si mette, dal cuore e dal calcio che si propone. Al "Granillo" abbiamo proposto un buon calcio ma palla non è entrata. Quando ero giovane osservavo i più grandi per rubare loro qualcosa di importante: i calciatori esperti sono sempre stati l’esempio per i più giovani, in una squadra sono necessari giocatori così. Il campionato è lungo e non sempre si può giocare bene, l’unica battuta d'arresto sul piano del gioco è stata contro la Sicula Leonzio: dobbiamo cercare di evitare questi errori e limarli, per stare più in alto possibile fino alla fine e togliere punti di vantaggio a chi ci sta davanti. I campionati si vincono con le cosiddette ‘piccole’, è più importante non perdere punti contro di loro ed affrontarle con il piglio giusto. Non ci possiamo permettere di perdere punti con avversari meno forti di noi, con tutto il rispetto: speriamo di essere maturati sotto questo punto di vista. So quanto siano importanti i giocatori più maturi anche per far capire cosa significa giocare a Catania, i nostri ragazzi lo hanno già capito perché sono intelligenti. Quando si gioca in una piazza che si ama non è mai un peso, la responsabilità, c’è solo felicità. Stiamo preparando la sfida contro il Catanzaro, dobbiamo essere più forti di tutto: se vogliamo puntare in alto bisogna pensare positivo e giocare da Catania. Il mister sceglie chi gioca, noi dobbiamo sempre pensare a dare il massimo.  Il mio ruolo? 4-3-3 o 3-5-2 non fa differenza per me, se non per una decina di metri: cerco sempre di alzarmi un po' per essere più in avanti e giocare nella stessa maniera, senza risparmiarmi mai”. 


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