Approfondimenti   martedì 14 febbraio 2017

Mister Petrone: "Lavoro sempre per vincere. Atteggiamento e mentalità sono fondamentali"

Mister Mario Petrone, nell'affollata Sala Congressi della sede sociale, manifesta entusiasmo ed idee chiare all'alba della sua avventura rossazzurra: “Ringrazio il Direttore Pietro Lo Monaco, sono orgoglioso di essere entrato a far parte di questa famiglia, in una città bellissima e con una società storica ed importante nel panorama nazionale. Dobbiamo fare di tutto per andare in Serie B. Il mio obiettivo quotidiano sarà giocare per vincere: è una mia prerogativa da 18 anni, da quando alleno. Darò tutto me stesso, tutti i giorni, per società, squadra e ambiente. Voglio dare continuità al lavoro ed ai punti conquistati da Pino Rigoli: è un amico e non mancherà occasione di sentirlo in questi giorni. Da qui alla fine del campionato sono rimaste 13 partite e da sabato prossimo daremo tutto quello che è nelle nostre possibilità, è una promessa che faccio a me stesso ed a tutto l’ambiente. Qual è il segreto per vincere in trasferta? È una questione di atteggiamento,  che si coltiva sin dal primo giorno di lavoro. Non bisogna guardare se si gioca a Catania o in trasferta, quando preparo una partita lo faccio per vincere, è una mentalità che si crea quotidianamente in ogni seduta di allenamento. Atteggiamento e mentalità sono fondamentali. Lavoro sempre per vincere, perdere e pareggiare sono parole negative. Un allenatore oggi deve saper consegnare ad ogni giocatore nozione e direttive da mettere in campo. È fondamentale dare automatismi alla squadra. Se lavorare a Catania crea pressione? Questa parola non fa parte del mio vocabolario perché è il lavoro di ogni allenatore: piazza, tifosi e ambiente hanno amore e passione per i colori di questa maglia, il nostro compito è gratificarli. Il mio contratto? Quello che conta è la progettualità con la società, poi a giugno si vedrà. Il settore giovanile? Lavorare sui ragazzi è importante perché sono il futuro della società, l’ho preso in considerazione sin dal primo giorno. Baldanzeddu? L’ho fatto debuttare a 15 anni con il Calangianus. Marchese? Non lo scopro io, è un grande professionista e tatticamente parlando lo vorrebbero avere tutti gli allenatori, può fare sia il difensore centrale che giocare da terzino, si valuterà in base all’occorrenza. Il centrocampo? È il fulcro di una squadra, alimenta le situazioni in campo e determina gli equilibri di una squadra. In attacco? Pozzebon e Tavares possono coesistere, dipende dal loro atteggiamento e dalla loro volontà. Il girone C di Lega Pro? Le quattro squadre di testa stanno rispettando i pronostici della vigilia, è normale che la penalizzazione del Catania abbia inciso nel percorso”.


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